Il metagaming nei gdr: mito o realtà ?

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6 Risposte

  1. Red Dragon ha detto:

    Ciao! Adoro i tuoi articoli ^_^
    Innanzitutto vorrei far notare che gli esempi 2 e 4 non sono metagaming in modo assoluto per il semplice fatto che:
    – l’esempio 2 guarda la scheda del personaggio ma la scheda indica come è fatto il personaggio: se io sono uno forzuto è ovvio che cercherò sempre di usare la forza per risolvere i problemi
    – l’esempio 4 riguarda le regole del manuale. Ma i manuali di solito indicano le regole con cui si muove il mondo (oltre al fatto che il Sistema Conta ed eccome se conta) ed il personaggio, abitandoci, sa come funziona il mondo: se le armature non servono ad un tubo, nessuno costruirà armature. Se le armature servono solo quando sei “intruppato” (leggi: appartenente ad una truppa senza limitata libertà di movimento), la indosserai solo in quel frangente, mentre per il resto farai senza. Eccetera, eccetera.

    Mancano due esempi:
    – sfruttare le conoscenze che non dovresti avere: conosci l’avventura e sfrutti questo fatto. Mandi avanti il tuo Famiglio/Compagno Animale per sapere cosa sta succedendo e le usi prima che siano tornati indietro a riferirtele. Il Master decide che gli orchi colpiscono a caso proprio il tuo Famiglio, uccidendotelo. Eccetera, Eccetera.
    – Far fare cose al tuo personaggio che rendano più divertente, coinvolgente, appassionante od in altro modo portano avanti al storia: ad esempio decidi che il tuo PG decide di andare al cimitero a mezzanotte per vedere i fantasmi, mentre in realtà il tuo PG starebbe a letto a dormire.
    Il primo esempio è quello di un metagame “sbagliato”, mentre il secondo è un metagame “giusto” 🙂

    Ciao 🙂

    • Daniele ha detto:

      Ciao Red Dragon, e grazie dei complimenti ! Noi per parte nostra adoriamo i tuoi commenti 😀

      Le tue precisazioni sono indubbiamente interessanti; sul punto 2 siamo d’accordo, nel senso che io la penso esattamente come te, ma i teorici del metagaming insistono sul fatto che un giocatore non dovrebbe essere per nulla influenzato dalla scheda… il che, come fai notare tu, è impossibile e anche un pò illogico !
      Sul punto 4 non sono pienamente d’accordo perchè i manuali non ti dicono SOLO come funziona il mondo di gioco: quello è principalmente il compito del master. I manuali ti dicono invece che “se fai x, allora ottieni Y” e se un giocatore approfitta di questo fatto, sta facendo metagaming.

      Gli altri due esempi che citi sono riportati sulla voce di Wikipedia ma ricadono bene o male nei 5 punti dell’articolo. Il primo esempio praticamente è la definizione stessa del metagaming e l’ho citata in apertura, inoltre è sempre correlata al punto 5 perchè stai sfruttando conoscenze che il master ti ha fornito indirettamente (ma che il personaggio non può sapere)
      Il secondo esempio è un discorso di scopo più che di metodo: è sempre metagaming, ma lo scopo è rendere il gioco più coinvolgente… nell’articolo non ho distinto tra metagaming giusto e sbagliato, perchè il mio obiettivo era appunto dimostrate che tutti facciamo metagaming, per cui non c’è metagaming buono e metagaming cattivo.

      • Red Dragon ha detto:

        Torno sul punto 4: il master non ti dice come funziona il mondo ma quello che succede nel mondo. Quando il mondo è profondamente diverso, deve andare a toccare le regole, altrimenti le cose non funzionano. Le regole ti dicono come funziona il mondo, non cosa succede. Il fatto che per attaccare devi tirare il dado ed ottenere una certa soglia, ti sta dicendo che colpire qualcuno non è automatico ma vi è un fattore casuale. Quando ti dice che la pistola è più potente del pugnale, tu lo saprai, come lo sai nella realtà; ma se il gioco è quello di Dragonball, i pugni faranno molto più male della pistola ed anche questo lo sai e non te ne andrai in giro con un inutile pistola, quando i tuoi pugni abbattono i palazzi… tutte le regole dei giochi sono pensati per dirti come funziona il mondo.
        Piccola nota: spesse volte si confonde la fisica del mondo con il funzionamento perché il più delle volte sono correlati, ma esistono regolamenti in cui ti dicono il funzionamento senza darti la fisica; ad esempio, il regolamento potrebbe dirti che se tu hai il Tratto Famoso Spadaccino, puoi ottenere un bonus quando ti dimostri tale. Niente fisica, ma ti sta dicendo come funziona il mondo: se mi mostro come il famoso spadaccino che sono, avrò un vantaggio e lo saprò perché è così che funziona il mondo 😉

        Ciao 🙂
        PS: scusa il ritardo ^_^
        PPS: Noi? Quanti siete?

        • Daniele ha detto:

          Si, credo di aver capito cosa vuoi dire con “le regole dei manuali dicono come funziona il mondo” ma nell’articolo ponevo l’accento in particolar modo su quelle azioni ripetute dai giocatori mirate solo a trarre vantaggio da una particolare regola che non necessariamente riflette il funzionamento del mondo di gioco, ma soltanto una meccanica interna al regolamento (come un bug). E’ logico che nell’esempio del gdr di Dragonball che fai tu, colpire qualcuno a pugni non può essere considerato metagaming anche se ti da un vantaggio, perchè è parte integrante dell’atmosfera della fonte di riferimento, in questo caso Dragonball… spero di essermi spiegato 🙂

          PS: non ti preoccupare, non ho impegni… senza fretta 😀
          PPS: il blog lo gestisco io, ma siccome altri amici hanno collaborato con me scrivendo articoli, preferisco usare il plurale maiestatis 😛 Nel caso leggessero e avessero voglia di commentare anche loro !

  2. LoShAmAnO ha detto:

    Come sempre, ed anche questa volta non fa difetto, trovo punti e spunti molto interessanti da cui prendere esempio. Grazie per queste riflessioni.
    La mia personale opinione sull’argomento viene in parte citata nell’articolo, quando si enuncia che: il GDR è un gioco. Trovo che a volte, quanto si entra troppo nello specifico e troppo nel dettaglio di un certo argomento (qualsiasi esso sia) si rischi di cercare il pelo nell’uovo, che non ha tutto questo senso di essere cercato. A volte ci si dimentica che il gioco è un gioco. Non potrà mai replicare in toto la vita vera (e forse i fautori della teoria che il metagaming è “negativo” vorebbero invece ciò) come non può non cercare di tendervi, etc.
    Insomma, alcune distinzioni, come questa (metagaming sì, metagaming no), le trovo interessantissime da un punto di vista “tecnico”, ma credo che non si debba mai dimenticare quanto riportato nella stessa sigla di questi giochi, e per l’appunto, il fatto che sono giochi. Credo che questo debba essere sempre messo al centro delle discussioni.

    Come mio solito, pochi concetti ben confusi.

    Scusate se ho espresso quello che ho in testa in maniera confusa e “complimenti per la trasmissione” 😉

    • Daniele ha detto:

      Ciao Shamano, e tanto per cominciare grazie a te per aver letto e commentato ! Gli spunti di riflessione devono appunto servire a dare il “la” per la discussione 🙂

      Condivido appieno ciò che dici: anche io temo che quelli che insistono nel parlare di metagaming inseguano la chimera del “realismo” e dell’immedesimazione totale nel personaggio… che in un gdr sono e resteranno per l’appunto chimere.
      Siamo pur sempre giocatori umani del ventunesimo secolo, anche quando interpretiamo elfi e nani e questo non andrebbe mai dimenticato.

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