Come i GDR riescono a soddisfare il nostro bisogno di avventura

Ispirati da libri, film e serie tv, il bisogno di vivere storie e avventure al di fuori della nostra vita tradizionale è innato e si manifesta in tanti modi anche durante l’età adulta.
C’è chi si accontenta di leggere qualche libro o accendere la tv, mentre altri hanno bisogno di qualcosa di più per evadere dalla routine di tutti i giorni. Ecco perché i GDR sono il punto di arrivo di un’evoluzione dei media che rende il giocatore, o il fruitore, sempre più coinvolto e più attivo in prima persona.
Da libri e film a videogiochi
Libri, film e serie tv sono sicuramente i mezzi migliori per lasciare la fantasia correre a briglie sciolte senza particolare fatica. Il ruolo passivo di lettori e spettatori fa però sì che sia a volte difficile identificarsi con i personaggi e sentire di vivere in prima persona le loro avventure, anche quando il libro è scritto in prima persona o il personaggio del film ci rassomiglia particolarmente in quanto continiamo ad avere le mani legate e a dipendere dalle scelte degli autori.
Una soluzione a questo problema è nata negli anni ‘80 con l’avvento dei librigame editi in Italia da case editrici come Salani, Edizioni EL ed Edizioni Librarsi. La caratteristica unica di questi libri, che di solito raccontavano storie di genere fantasy, storico o giallo, era la presenza alla fine di alcuni capitoli di una scelta a seconda della quale la lettura continuava in un capitolo o in un altro, andando così a modificare lo svolgersi della trama.
Il librogame sembra essere tornato in voga, come testimonia l’uscita di volumi in lingua inglese quali Howl of the Werewolf, ma questa tecnica si è ormai sganciata dal mondo cartaceo per approdare sugli schermi grazie all’episodio Bandersnatch della serie Black Mirror prodotta da Netflix.
Usando il telecomando in determinati momenti della puntata, gli spettatori possono infatti scegliere quali strade far intraprendere ai personaggi, conducendoli verso una miriade di finali diversi. A volte però non basta nemmeno questo, in quanto le scelte disponibili rimangono comunque limitate.
Se si vuole interpretare in prima persona un personaggio in maniera totalmente libera bisogna ormai rivolgersi al mondo del digitale sotto forma di app e giochi. Alcune slot machine disponibili su Betway Casinò, ad esempio, hanno come protagonisti personaggi a noi noti come dei dell’Olimpo, vampiri affascinanti, il mago di Oz e l’archeologa Lara Croft, e permettono così agli appassionati di interpretare liberamente questi personaggi durante il gioco.
Hanno inoltre sempre più successo tra il pubblico femminile, ma non solo, le app per smartphone del genere otome, in cui le azioni del protagonista dipendono dalle scelte del giocatore e le storyline, nonostante la presenza anche di elementi di azione e avventura, sono principalmente di genere romantico. Tra queste spicca The Arcana: A Mystic Romance, prodotta da Nix Hydra e lodata per le sue illustrazioni curate e le ambientazioni fantasy ispirate al mazzo dei tarocchi.
GDR, dai videogiochi alla realtà
Se pensiamo al videogioco per eccellenza in cui possiamo essere, o creare, noi stessi, viene sicuramente in mente la serie di The Sims distribuita da Electronics Art. In questo gioco e nelle sue numerose estensioni è infatti possibile creare un personaggio e fargli vivere una vita simile alla nostra.
Sebbene le possibilità di scelta in The Sims siano parecchie, anche in questo caso il giocatore ha solo un ventaglio di scelte a propria disposizione e questo può essere limitante per alcuni. Ecco perché, quando si vuole veramente giocare in prima persona ci vengono in aiuto i GDR, che sono l’unico modo per vivere veramente da protagonista giochi e campagne.

Gli MMORPG sono la versione più moderna di GDR online, in cui si può giocare con persone anche lontane da noi. I GDR per computer più tradizionali sono invece limitati dall’assenza di compagni di gioco e dal ruolo di master assunto dal software.
Ecco perché per assumere veramente l’identità del proprio personaggio e avere una totale libertà di scelta tanti giocatori preferiscono passare al mondo reale, giocando a GDR cartacei come il celebre Dungeons and Dragons nato nel 1974 e sviluppatosi negli anni grazie a diverse versioni e ambientazioni.
Il vantaggio dei GDR cartacei è la totale libertà di creare e interpretare il proprio personaggio, esplorare e fare scelte inaspettate, traendo ispirazione anche dai propri compagni d’avventura.
Se mimare e raccontare le proprie azioni non è abbastanza e si vuole un’esperienza totalmente immersiva si possono provare i LARP, cioè i giochi di ruolo dal vivo. Durante i LARP i giocatori interpretano i loro personaggi vestendosi e comportandosi come loro e, per rendere il tutto più verosimile possibile, anche le ambientazioni sono vere e il gioco ha luogo in ambienti naturali in cui è possibile muoversi liberamente.
Letteratura, cinema e giochi hanno il grandissimo potere di portarci in mondi lontano dal nostro e farci dimenticare per un po’ la nostra vita. Il desiderio di avventura di alcune persone è però così grande che un semplice libro non basta più. Il bisogno di vivere certe storie in prima persona ha portato alla creazione di intrattenimento come giochi, app, e infine i GDR che ci danno la possibilità di assumere in prima persona i nostri ruoli preferiti.
Bene amici lettori, si conclude così il nostro articolo di approfondimento dedicato ai GDR e a come riescano a soddisfare il nostro innato bisogno di avventura ! E voi ? Qual’è il vostro rapporto con l’avventura ? Quali sono secondo voi i giochi di ruolo che meglio di altri soddisfano questa necessità ? Fatecelo sapere con un commento !

Il pregio dei GdR “pen & paper” (la totale libertà di azione e la capacità di mettersi attivamente in gioco) sono anche il suo principale difetto, rendendolo di fatto di nicchia. La maggioranza preferisce il videogame dove: a) può giocare da solo, senza aspettar nessuno; b) non si mette in gioco (è il “filmato” che interpreta, non tu); c) simula la libertà di azione quel tanto che basta alla maggioranza della gente.
Sui MMORPG ho avuto solo pessime esperienze. Trovo, a volte, le ambientazioni fantastiche ma il sistema di realizzazione pessimo.
Ciao :)