La mortalità nei GDR

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6 risposte

  1. Stefano ha detto:

    Credo che difficilmente capiti di morire per il design del gioco. Più probabile che sia frutto di scelte pericolose, e a volte sbagliate, di giocatori o del game master (o di entrambi)

    • Daniele ha detto:

      Ciao Stefano,
      le scelte pericolose influiscono, ma ci sono giochi (ad esempio i masterless e i narrativi) dove non si può morire da regolamento. Quindi anche se hai un killer DM e se i Giocatori vanno a cercarsela, semplicemente non si può morire in quei giochi.
      Vale anche il discorso opposto: in OD&D o nell’Ultima Torcia, anche se giochi in maniera prudente o sei di 16° livello, puoi morire per un TS fallito. Quindi il design conta eccome… almeno quanto gli altri fattori che citi 🙂

      • Stefano Salvoni ha detto:

        Ciao Daniele,
        io non concepisco avventure senza rischio e, anche nei fantasy più spinti, la possibilità di morte riporta la storia ad un maggiore realismo; quindi i sistemi “deathproof” li lascio volentieri ad altri. Poi non penso che un pg del 16 livello muoia se fallisce un TS contro un incantesimo di primo livello. Ad esempio D&D (qualunque versione) è meno mortifero del Richiamo di Cthulhu, e ho visto vampiri tutti d’un pezzo uccisi in un paio di round.

        • Daniele ha detto:

          Stefano, il fatto che tu (come me, d’altronde) non apprezzi i sistemi deathproof non significa che non esistano e non vadano presi in considerazione: quando scrivo un articolo di approfondimento non mi baso solo su quello che piace o non piace a me, ma cerco per quanto possibile di abbracciare tutto l’universo GDR.
          Non so poi a quale D&D ti riferisci, ma ti posso assicurare che nell’ Old D&D, nel Classico e nell’AD&D un Pg di 16 livello che sbaglia un TS contro Veleno o contro Incantesimi (o mostri) che causano morte istantanea, muore immediatamente. E’ un dato di fatto che puoi constatare semplicemente leggendoti i manuali dei suddetti giochi, se non credi alle mie parole.
          Sul fatto che d&d sia meno mortifero del Richiamo di Cthulhu posso anche essere d’accordo, ma il fatto che tu abbia visto Vampiri morire in un paio di round non prova nulla: io ho visto PG de Il Richiamo di Cthulhu sopravvivere a campagne intere senza diventare pazzi… e allora ? Ciò non significa che il regolamento di Call of Cthulhu sia poco mortale. Si tratta di casi isolati e coincidenze, che dipendono dalle singole campagne. Nell’articolo si parla di regolamenti.

  2. Red Dragon ha detto:

    Sono d’accordo che la mortalità debba dipendere dallo Spirito del Gioco: è ovvio che ne Il Richiamo di Cthulhu la mortalità debba essere maggiore che nei Supereroi (odio quando mi fanno la torcia umana che uccide con la sua fiamma!).

    A Stefano: Continuo a non codividere che l’alta frequenza della mortalità renda il gioco più realistico, anzi lo rende di meno, semplicemente perché non uccidi il giocatore quando muore il personaggio, quindi si creerà un altro personaggio che muore e quindi se ne crea un altro e quindi… dov’è il realismo quando sputano come funghi PG ad ogni passo? Che ci facevano lì ogni due per tre? Perché non si incontrano a meno che non c’è stata una morte? C’è un generatore di persone, ogni volta che ne muore una? Semplicemente non è realistico! Per rendere realistica una battaglia, rendi una buffonata l’intera guerra.

    Continuo a rimanere dell’opinione che la mortalità “uccida” l’interpretazione, ma di questo ne ho parlato tanto anche in altri articoli, quindi non mi ammorbo di nuovo 🙂

    Ciao 🙂

    • Maxwell ha detto:

      concordo in buona parte .
      in LUT è 1 vero peso , come già scrissi , lo rende 1 difetto .
      nei vecchi D&D (BECMI e AD&D) noi non morivamo frequentemente ,
      c ‘ era la giusta dose di rischio .
      perchè c ‘ erano ampie scelte , e DM che sapevano gestire le meccaniche (ed i PG le risorse) .

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