Ex Nihilo: intervista a Francesco Giammanco

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2 Risposte

  1. Red Dragon ha detto:

    Letto a quest’ora potrei aver capito fischi per fiaschi. L’ambientazione mi sembra interessante (anche se non ho ben capito cosa ci si aspetta da questi mondi), mentre il sistema di gioco mi sembra più supportare la parte esplorativa di quella tecnico/scientifica ed ancor meno quella logistica. Non ho trovato un metro esatto di paragone, ma ad occhio e croce mi sembra un sistema estremamente letale.
    Mi riservo il diritto di ricommentare non appena avrò un po’ di tempo per farmi una partita al librogame e/o leggermi le 88 pagine di manuale. Stay tuned 😛

    Ciao 🙂

    • Francesco Giammanco ha detto:

      Ciao, vedo di darti un’idea chiara, anche perché non sarà chiara per molto tempo (capirai a breve il perché).

      – Dai mondi la Corporazione si aspetta che si sia un guadagno che arrivi da tecnologia, materiali, magia o altro. Il narratore è ben libero di costruirli come vuole,se vuole tenersi in linea con la storyline dovrebbe leggersi la trama “universale” (e qui iniziano i guai per me). Al momento nulla di tutto questo è pubblicato, perché non ho deciso con che cadenza “svelare” queste informazioni. E sopratutto dove metterle, perché sul sito deve esserci solo quello che interessa l’ignaro giocatore.
      In linea di massima, i mondi sono un modo per introdurre sottotrame culturali (imperialismo su popoli meno civilizzati, interazioni con razze aliene, giochi di potere contro la corporazione e tutto ciò che le anomalie NON dicono delle missioni. Dopotutto non sono facilmente spiabili fuori dalla base) e una parte della macrotrama; la Corporazione copre l’altra metà della macrotrama e le trame politiche. Consiglierei di giocare un po’ di tutto, ma ho anche masterizzato a neofiti un certo numero di sessioni solo esplorazione e picchio (proprio da uomo bianco in Africa), e a giocatori amanti di Vampiri sessioni tutte politiche. Però, se si vuole un gioco “specialistico” non ha senso prendere EX Nihilo in mano. Non ha un sistema tecnico corposo. Risolve le cose in maniera narrativo/cinica e letale. Se lo usi in questo modo va bene, altrimenti non vale due lire.

      – Hai ragione sulle abilità, perché parte dall’assunto che per quanto tu possa conoscere non puoi far molto senza un laboratorio e/o apparecchi particolari, e ciò che si legge nel manuale è una descrizione “da missione”. Il reparto tattico scientifico ruota intorno a uno o due “macchinari” particolari. Esempio. trovi nel manuale una piccola dicitura sul “nexus”.
      Il nexus è una pietra simil-lavica che ha la peculiarità di trasmettere i feedback chimico/fisici subiti da una scheggia staccata dalla pietra madre di cui era parte. Di conseguenza, molti dei problemi di comunicazione (visto che i circuiti non reggono le scariche del viaggio nel wormhole) vengono risolti con messaggi morse mandati dal logista (che ha la pietra figlia) al campo base, che registra anche i valori di tossicità dell’aria ect ect. Di conseguenza un Corporativo che vuole fare realmente del lavoro scientifico o dipende dalla Corporazione o deve mettere da parte crediti. Solitamente i team di anomalie nascono con interessi economici, che è un presupposto più credibile nel nostro mondo di un “sconfiggiamo il male” o “che bello il multiverso”.

      – Il librogame non è ancora completo, è prossimo alla prima missione sul campo, ma se vuoi giocare qualcosa tra un po’ faccio partire un paio di minisessioni su Twitch. Di conseguenza, se vuoi essere dei nostri ci sentiamo e una partita online non te la toglie nessuno.

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